Arrivano i nuovi bandi dopo il decreto Salvini per l’accoglienza e la gestione dei migranti

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migranti parma

Entrano in vigore i nuovi decreti che regolano le operazioni di accoglienza per i migranti. Tante sono le modifiche rispetto al passato. La prefettura di Parma a palazzo Rangoni mette solo in pratica quanto deciso a livello nazionale; come preannunciato, una riduzione dei grandi centri collettivi di accoglienza. I centri nei Comuni con più di 10 mila abitanti, come a Parma, potranno avere un massimo di 40 ospiti e un minimo di 12.

Non sono servite a nulla le proteste dei primi cittadini e delle regioni viste in tutta Italia, insomma. Ora è arrivato il momento che si temeva: la distruzione di un sistema di accoglienza rodato, funzionante e collegato alla comunità in favore di una deresponsabilizzazione e indifferenza di cittadini e amministratori locali che potranno fare ben poco.

Il cambiamento è piuttosto ampio e complesso; praticamente, si attiva anche nei comuni con meno di 10 mila abitanti una struttura alberghiera di accoglienza. Anche se i sindaci protestano per la chiusura dei centri di accoglienza più grandi dove sono in atto percorsi di inserimento dei migranti, la prefettura è costretta ad applicare il decreto sicurezza, il quale ovviamente risulta molto restrittivo. Gli amministratori locali non hanno potere di veto sui decreti ministeriali e quindi non possono bloccare quello a firma del leader leghista Salvini.

Ora partono i nuovi bandi con le nuove regole. Sono previsti circa 1300 posti, di cui mille divisi in piccole strutture e solo 300 nei centri di maggiore capienza. Interessati a questi nuovi bandi sono la maggior parte dei migranti già presenti sul territorio che saranno costretti a spostarsi dopo aver intrapreso un percorso nella comunità ospitante.

Esultano, invece, i tanti sindaci leghisti della provincia di Parma, anche per il calo degli sbarchi in Italia. I nuovi bandi sono pensati per allargare le piccole strutture ospitanti, cioè i cosiddetti Cas uno al posto dei Cas due, quelli relativi ai centri più grandi per l’accoglienza e la gestione dei migranti.

Il Cas uno

Il cosiddetto Cas uno prevede singole unità abitative che possono ospitare al massimo 50 persone. È il sistema della cosiddetta accoglienza diffusa. In questo caso, la gestione è di tipo autonoma. Tutti i servizi sono organizzati dai migranti stessi che ricevono i fondi e il necessario dall’ente gestore. Il nuovo bando prevede che mille posti siano di questa tipologia qui.

Il Cas due

Il nuovo bando della prefettura prevede poi altri 300 posti per il cosiddetto Cas due. Significa che in questi centri collettivi di accoglienza tutti i servizi sono esterni e affidati quindi ad altre realtà. Sono soprattutto soluzioni alberghiere che con il nuovo decreto non potranno esser attivate prima di avere assegnato i posti del Cas uno.

I nuovi fondi

Cambiano anche i fondi: per i migranti del Cas uno sono previsti 18 euro al giorno mentre 23 per quelli nel sistema Cas due. Con il dimezzamento dei fondi destinati al Cas uno significa togliere servizi fondamentali quali i corsi di italiano, l’accompagnamento alla ricerca del lavoro, lo psicologo etc. lasciando i migranti più da soli rispetto a prima con tutti i conseguenti rischi.

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