5×1.000: come funziona, a chi devolverlo

Forse non tutti sanno che ogni contribuente può scegliere come sarà impiegato il 5 x 1.000 di quanto paga annualmente per l’IRPEF, l’imposta sui redditi. Lo possono fare lavoratori dipendenti, autonomi e anche pensionati, proprio come avviene con l’8×1.000. Mentre l’8×1.000 è utilizzato per questioni che riguardano il culto e la religione; il 5 x 1.000 invece si può devolvere ad attività di volontariato, associazioni non a scopo di lucro, enti non governativi, università, istituti di ricerca.

A chi va il 5 x 1.000
Ogni anno un elevato numero di persone si trova a dover fare la classica dichiarazione dei redditi. Non tutti sono al corrente del fatto che in tale sede è possibile decidere a chi devolvere il 5×1.000 di quanto pagato. Se non si effettua una scelta, il 5×1.000 di quanto l’Agenzia delle Entrate raccoglie con l’IRPEF è suddiviso tra i tanti beneficiari possibili. Stiamo parlando di organizzazioni no profit, ospedali, università, enti di ricerca, organizzazioni benefiche in senso lato. In pratica quindi non si tratta di devolvere qualcosa in più rispetto a quanto si paga con le tasse; invece si devolve una parte delle tasse da pagare. Per farlo è necessario esprimere la propria opinione: esiste un’apposita casella sulla documentazione necessaria per la dichiarazione dei redditi.

Perché aiutare MSF
Medici Senza Frontiere è un’organizzazione non governativa che si occupa di aiutare dal punto di vista sanitario, in occasione di emergenze umanitarie di qualsiasi genere. Se anche tu vuoi contribuire sostienici con il 5 x 1.000, farlo è molto semplice. Si tratta infatti semplicemente di indicare, in fase di dichiarazione dei redditi, il codice fiscale di Medici Senza Frontiere, firmando nell’apposita casella per il 5 x 1.000. In questo modo l’intera cifra sarà devoluta completamente a MSF, che in seguito la potrà impiegare per la sua attività in tutto il mondo.

Medici Senza Frontiere anche in Italia
Quando si parla di emergenze umanitarie si tende a pensare a luoghi molto lontani dal nostro Paese. In realtà MSF dal 1999 opera anche in Italia, attraverso progetti diretti di lungo corso; inoltre si attiva ogni qual volta si verifichino catastrofi naturali, o eventi particolarmente gravi. Un esempio su tutti può essere la pandemia da Coronavirus, purtroppo ancora in atto anche in Italia. Nei mesi passati, tra marzo e giugno 2020, Medici Senza Frontiere ha collaborato con le strutture sanitarie delle zone più colpite dalla pandemia in Italia, soprattutto in Lombardia. Purtroppo le problematiche sono state molteplici, per questo motivo l’organizzazione ha ritenuto importante agire laddove c’era più bisogno. Lo stesso ha fatto, ad esempio, in occasione del terremoto dell’Aquila.

La situazione migranti
Ormai da molti anni MSF in Italia si occupa anche della fragile e preoccupante situazione dei migranti. Il numero dei rifugiati nel nostro Paese è abbastanza elevato, cosa che porta alla necessità di accogliere i nuovi arrivati, ma anche di aiutare chi è in Italia già da tempo. Le attività di MSF si svolgono anche in questo ambito, cercando di aiutare i rifugiati presenti sul territorio, per far loro ottenere cure mediche, alloggio, cibo e acqua.


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