Dal possibile addio al record di gol: com’è cambiata l’Argentina di Messi
Ripercorrere la storia di Lionel Messi, uno dei talenti più puri che il calcio abbia mai avuto, con la nazionale argentina significa calarsi in una narrazione sportiva contrassegnata da grandi vittorie, delusioni profonde e colpi di scena straordinari che hanno affascinato il mondo intero. Ma tutta la sua storia con la maglia della Selección è un racconto di tenacia, forza d’animo e rinascita che ha ispirato milioni di giovani ragazzi in tutto il mondo. La sua storia è quella di un ragazzino partito dal profondo sud del mondo fino al meraviglioso mondo della Liga spagnola, fino a conquistare il ruolo di leader della sua nazionale.
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Gli inizi promettenti e i primi anni d’oro
La storia di Messi con la nazionale argentina inizia nel 2005, quando il giovane talento di Rosario indossa per la prima volta la maglia dell’Albiceleste. In quegli anni, nessuno poteva immaginare il percorso straordinario che lo aspettava, né gli alti e bassi che avrebbe dovuto affrontare. I primi anni sono caratterizzati da prestazioni brillanti e dall’affermazione progressiva della “Pulce” come leader tattico della Selección. Quell’oro olimpico a Pechino nel 2008 sembra prefigurare l’inizio di una storia vincente. E invece, per un po’ di tempo, non è stato così e la strada verso il successo internazionale si rivela più tortuosa del previsto. Nel 2010, il Mondiale in Sudafrica rappresenta un’occasione mancata, con l’Argentina eliminata ai quarti di finale. È il primo grande dispiacere per il giovane Messi, che inizia a comprendere che il talento individuale, per quanto straordinario, non basta sempre per superare gli ostacoli.
L’incubo del 2014 e le delusioni consecutive
Il 2014 segna il primo grande trauma nella carriera di Messi in nazionale. Durante i Mondiali in Brasile, Messi trascina l’Argentina fino alla finale contro la Germania. La partita è equilibrata, ma alla fine sono gli europei a prevalere dopo i tempi supplementari. Per Messi è un dolore profondo, la sensazione di aver sfiorato il sogno senza raggiungerlo. Ma il calvario non finisce lì. Nel 2015 arriva la Copppa America. L’Argentina raggiunge di nuovo la finale, questa volta contro il Cile. La speranza è che il dolore di dodici mesi prima si trasformi in gioia, ma la Selección perde ai rigori. Nel 2016 il copione si ripete terribilmente: ancora una volta l’Argentina raggiunge la finale, ancora una volta perde. Per la terza volta consecutiva in due anni, Messi tocca il fondo senza riuscire a raccogliere la vittoria che sembrava inevitabile. Ed è in quella occasione che, in un momento di pura disperazione emotiva, annuncia pubblicamente il suo ritiro dalla nazionale argentina. In quel momento, pochi avrebbero scommesso sul fatto che Messi sarebbe tornato. Eppure, sorprendentemente, Messi ripensa alla sua decisione e decide di continuare. Non è una scelta facile, ma è una scelta che cambierà il corso della sua carriera.
Il riscatto con la Coppa America 2021 e il Mondiale 2022
Dopo il buio della crisi, inizia l’alba del riscatto. Nel 2021, la Coppa America rappresenta finalmente il momento della svolta. L’Argentina, guidata da Messi con maturità rinnovata, conquista il torneo. Per la prima volta in ventotto anni, la Selección vince un trofeo importante. E si ripeterà anche nel 2024. È un momento di liberazione, di espiazione, di vendetta contro un destino che sembrava avversario. Un anno dopo, nel 2022, arriva il coronamento definitivo. Durante i Mondiali in Qatar, l’Argentina compie il cammino che Messi aveva sognato per anni. La squadra gioca un calcio straordinario e nella finale contro la Francia vince il titolo mondiale. È il momento che Messi e tutta l’Argentina stavano aspettando da ventotto anni.
Il presente con record mondiale e un nuovo capitolo
Nel Mondiale 2026, Messi continua a scrivere la sua leggenda. Alla vigilia del torneo l’Argentina è stata da subito considerata sia tra i media sia tra gli addetti ai lavori, così come tra i tifosi e tra le quote sui Mondiali tra le candidate alla vittoria finale. Il terzetto di testa è guidato da Spagna, Francia e Inghilterra. Ma l’Albiceleste insegue insieme al Brasile, ed è temibile non solo per la semplice presenza del suo fuoriclasse. L’Albiceleste deve pur sempre difendere il titolo e, sebbene alcune convocazioni di Scaloni sembrino permeate da un alone di riconoscenza, la rosa della Selección rimane tra le più attrezzate del torneo. Messi ha stabilito il nuovo record personale di marcatore ai Mondiali, con una tripletta all’Algeria all’esordio (sfida vinta con il punteggio di 3-0) che lo ha portato a raggiungere Miroslav Klose in cima alla classifica storica (16 reti è il dato record di gol siglati una Coppa del Mondo). Ora la Pulce punta alla vetta solitaria.