Strumenti tradizionali o alternativi: guida agli investimenti

Avere denaro disponibile e non sapere come o dove impiegarlo per farlo fruttare è una condizione critica che accomuna molti. Soprattutto negli ultimi anni, che sono stati caratterizzati da un progressivo decadimento di quelli che erano stati a lungo considerati capisaldi in quanto ad asset sui quali puntare.

C’era una volta il mattone, investimento sempre remunerativo che garantiva a chi acquistava una crescita quasi immediata, e comunque costante nel tempo; così come i soldi fermi in banca sul conto corrente un tempo riuscivano a garantire percentuali annue piuttosto elevate.

Altri tempi, prima che la crisi diventasse strutturale ed ogni certezza andasse di conseguenza perduta. In un panorama quale questo dipinto dove la volatilità regna sovrana, quali sono i migliori asset sui quali investire?

Il panorama attuale è caratterizzato da un mercato variegato con strumenti finanziari di ogni genere: ce ne è realmente per tutti i gusti e per ogni esigenza, da quelli tradizionali ad altri che viaggiano invece sui moderni canali multimediali. Individuare un asset di riferimento da indicare non è operazione semplice ma si può provare a fare una carrellata di alcune tipologie di prodotti sui quali puntare.

Per chi si sente tradizionalista il consiglio è quello di orientarsi verso i metalli preziosi: l’oro su tutti ovviamente in quanto riserva di valore e garanzia di affidabilità. Ma attenzione anche agli emergenti argenti, diamanti e finanche il rame.

Chi vuole avere invece un po’ di brio può optare ad esempio per investimenti in rete, tutto quel novero di operazione che rientra nella definizione di trading online e che implica il ricorso a strumenti multimediali per accedere ai mercati. Rientrano in questa definizione asset da investimento quali il forex (valute estere) ma anche le criptovalute, tema forse tra i più dibattuti degli ultimi anni e in grado di sconvolgere i mercati.

I fondi di investimento poi, una delle tipologie più amate in quanto presentano una bassa propensione al rischio; così come i Bot, titolo di Stato, che per questa loro attitudine a dribblare i rischi possono garantire rendimenti non certo da capogiro, soprattutto negli ultimi anni.

Tra vecchi e nuovi asset in sostanza, innovazione e tradizione: due mondi diametralmente opposti che si confrontano e finiscono con il mescolarsi dando vita ad un mercato disomogeneo, ricco di proposte per tutte e tipologie di profilo di investitore. 


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