Parma saluta il grande maestro del cinema Bernardo Bertolucci

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uultimo imperatore bertolucci

Il maestro del cinema italiano Bernardo Bertolucci si è spento all’età di 77 anni a Roma dove verrà allestita la camera ardente al Campidoglio. Era nato a Parma il 16 marzo 1941 e fin da piccolo in casa sua si respirava arte e cultura, il padre era infatti un poeta. I primi cortometraggi dove sullo sfondo apparire l’appenino emiliano li realizza appena adolescente. Il padre gli presenta Pier Paolo Pasolini con il quale nascerà un importante amicizia e anche un sodalizio creativo. Pare che fu proprio Pasolini a iniziare Bertolucci alla quinta arte, il cinema, chiedendogli di fare il suo assistente di regia. Bertolucci disse che non lo aveva mai fatto e Pasolini replicò che nemmeno lui aveva mai diretto un film prima di allora. La pellicola a cui fa rifermento questo aneddoto è Accattone del 1961.

Inizia così la meravigliosa carriera cinematografica di Bertolucci che realizza il suo lungometraggio l’anno successivo La commare secca su sceneggiatura di Pasolini che doveva anche esserne il registra. Bertolucci firma anche il capolavoro del 1968 C’era una volta il West con Sergio Leone e Dario Argento. Sono gli anni di grandi produzioni come Partner del 68 con Stefania Sandrelli, Il sosia e Agonia di Amore e rabbia dell’anno successivo sempre con Pasolini.

Di nuova con la Sandrelli, nel 1970 arriva il successo di pubblico con Il conformista per cui riceve al sua prima candidatura all’Oscar per la migliore sceneggiatura non originale. Nel 1972 esce lo scandaloso Ultimo tango a Parigi con un grande Marlon Brando e Maria Schneider con una scena di sodomia che è entrata nella storia del cinema. Il dramma erotico tra una giovane ventenne un quarantenne porta con sé scandali, polemiche e anche sequestri della pellicola la cui produzione in moltissimi cinema venne ostacolata. Il registra Bertolucci è addirittura condannato a 4 mesi per oscenità. Il film però è ugualmente premiato con un Nastro d’Argento e una candidatura all’Oscar come miglior regista.

Con Novecento del 1976, Bertolucci mete in scena un melodramma in due atti di una famiglia italiana interpretata da un cast stellare: De Niro, Depardieu, Sandrelli, Burt Lancaster. La Luna del 79 è importante nella sua estetica perché segna un capitolo più introspettivo, con Benigni alle prese con problemi di droga e incesto, tema che poi sarà ricorrente.

L’ultimo imperatore arriva nel 1987 ed è un colossal girato in Cina con Peter O’Toole tratta dalla biografia dell’ultimo imperatore cinese costretto dentro alla città proibita per colpa dei tumulti rivoluzionari della Cina comunista di Mao. La pellicola è un vero capolavoro di grandissimo impatto visivo che conquista ben  9 gli Oscar che premiato il film tra cui miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura non originale e gli oscar tecnici di suono, colonna sonora, montaggio, scenografia e costumi. Con ben 9 oscar vinti, il film entra nella top ten dei più premiati della storia. Ad oggi, Bertolucci è l’unico italiano a d avere vinto l’accoppiata miglior film e miglior regia, i premi più ambiti ogni anno.

A sua carriere ano si conclude qui poiché firma la regia altri meravigliosi film come Il tè nel deserto nel 1990 con John Malkovich, Io ballo da sola, Il piccolo Buddha del 1993, e The Dreamers nel 2003.