Il sistema di gestione dei migranti Sprar a rischio con il decreto Salvini

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Il progetto Sprar funziona: questo è quanto emerge dalla relazione del Ciac, onlus che da anni si occupa di accoglienza e integrazione. Il progetto Sprar nel comune di Parma conta ben 308 posti approvati in tutti e 4 i distretti socio-sanitari. Inoltre, il Ciac esprime la sua preoccupazione in merito al decreto Salvini, il quale prevede l’abrogazione della protezione umanitaria. Tale cambio di rotta, secondo la onlus, non è un bene poiché aumenterebbe solamente l’irregolarità e l’emarginazione sociale di queste persone, favorendo un aumento delle criminalità. Insomma, attuare questo decreto porterebbe nella direzione sbagliata, ghettizzando e colpevolizzando ancora di più gli immigrati invece di sostenere l’integrazione.

Anche a Parma, ci sono diverse persone che hanno ottenuto la protezione umanitaria e nel caso venisse meno, questi entrerebbero a far parte degli irregolari. Chi è stato inserito nel progetto Sprar ha fatto grandi progressi, riuscendo a integrarsi e diventare un membro produttivo della società. All’entrata in vigore del decreto Salvini ben 33 persone ora accolte allo Sprar finirebbero per strada con conseguenze che si possono ben immaginare. Lo stesso accadrebbe a 31 persone accolte con il progetto Terra d’asilo del comune di Fidenza, dove molte sono donne.

La protezione umanitaria livello nazionale va sicuramente mantenuta perché non ci si può girare dall’altra parte e lasciare da soli degli esseri umani che hanno bisogno di aiuto perché scappano da guerre, fame, povertà, conflitti, segregazione etc. La protezione umanitaria è uno strumento di tutela sia per i migranti ma anche per gli li ospita. I corridoi umanitari e la richiesta di asilo per tutelare alcune persone che scappano da certi Paesi a rischio, sono strumenti di umanità che non possono essere tolti con un decreto, che diventa disumano.

Un altro dato che conferma il buon funzionamento del sistema Sprar riguarda chi ha trovato un impiego: negli ultimi 12 mesi ben 109 persone sono state regolarmente assunte. Diventano membri produttivi della società queste persone non gravano più sullo Stato, o Comune, e aiutano ad accrescere la ricchezza nazionale, oltre che a pagare i contributi che alimentano il sistema pensionistico e non solo. I migranti che hanno iniziato un percorso di tirocinio operano in diversi settori: alimentare e ristorazione, commercio, logistica, meccanica etc. Il dato più positivo di tutti è che 32 persone hanno firmato un contratto.

Il progetto Sprar prevede anche un laboratorio linguistico che è responsabile di molti successi perché si è visto come chi non conosce la lingua è ancora di più emarginato e chiuso fuori dalla società. Oggi oltre 200 migranti e richiedenti asilo seguono il corso di italiano, sperando che l’intero meccanismo non venga indebolito dall’entrata in vigore del decreto Salvini. Insomma, un sistema che funziona e che mette in rete anche molte realtà dei diversi comuni, creando integrazione, rischia di vedere la fine a causa di un decreto disumano che toglie diritti alle persone invece di tutelare, aumentando il rischio di illegalità e criminalità.