Telemarketing e privacy: cosa dice la legge

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Quella chiamata che arriva da un numero che non si conosce, da un call center che prova a vendere qualche prodotto o servizio: uno strumento molto usato dalle aziende e spesso inviso ai consumatori. Per alcuni si tratta di una tipologia di marketing ormai desueta, proprio per l’idiosincrasia di molti consumatori a ricevere questo genere di telefonate.
Eppure il Telemarketing è una delle forme pubblicitarie maggiormente usate dalle grandi aziende: segno che i risultati arrivano e che lo strumento è quindi sostenibile. Partiamo da una premessa: il telemarketing non deve essere associato unicamente alla telefonata sgradita da parte di un qualche call center; quello ne è uno solo degli aspetti.
In questa branca pubblicitaria del Telemarketing rientrano anche i contatti in ottica b2b, per approcciare un potenziale cliente o fornitore, presentando un prodotto che sia realmente performante ed andando quindi a fissare un appuntamento per una dimostrazione pratica. In questo caso è di fondamentale importanza non sbagliare il target di riferimento (pubblico al quale ci si rivolge) ed avere un commerciale in gamba, che funga da gancio.

La questione della privacy nel Telemarketing

Ma tornando al tema di partenza, ovvero la privacy nel Telemarketing, quali sono le accortezze che si dovrebbero avere sempre verso il consumatore e quali i diritti di quest’ultimo? Un fattore sottovalutato del telemarketing è proprio quello della privacy dei consumatori finali: la relazione tra privacy e telemarketing è stata spiegata da PrivacyLab, azienda molto conosciuta da chi si occupa di privacy.
L’introduzione della GDPR ha influenza in modo evidente il mondo del Telemarketing andando ad introdurre misure maggiormente a garanzia del cittadino. Tra le novità più importanti, l’introduzione del Registro delle opposizioni. Come fanno le aziende ad avere il nostro contatto? Una domanda che ci si pone spesso. Di base le possibilità sono due:

  1. Acquisizione diretta: è l’azienda stessa a raccogliere i dati, ad esempio invitando il consumatore a riempire un form su un qualche sito o di persona, nel corso di kermesse ed eventi organizzati;
  2. Acquisizione indiretta: in questo caso l’azienda va ad acquistare i contatti direttamente da società terze che abbiano a disposizione un elenco di nominativi profilati, quindi legati ad uno specifico target.

Cosa prevede la legge per call center che violino la legge? Sono state introdotte sanzioni con la norma del 2018. Nello specifico si parla diviolazione delle norme in materia di diritto di opposizione importa sanzioni amministrative pecuniarie fino a 20 milioni di euro, o, per le imprese fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente.” con possibile revoca della attività.