Pizzarotti candidato alle regionali: ci devo ancora pensare

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Pizzarotti è indeciso se candidarsi in Regione e rimanda ogni decisione ufficiale a giugno. Il suo unico pensiero pare sia quello di bloccare l’avanzata della Lega e delle forze sovraniste che in tutto il paese, come dimostrato dalle recenti elezioni in Abruzzo, sta avendo la meglio, rubando sempre più voti soprattutto a Forza Italia e al Partito democratico. Pizzarotti con il suo partito l’Italia dei Comuni finora ha raccolto consensi soprattutto a livello locale e presentarsi alle regionali sarebbe un passo in più.

Il primo appuntamento elettorale: le votazioni europee

Il primo incontro per valutare il da farsi, secondo il primo cittadino parmense, sono le elezioni europee in cui i dem si presentano – incredibilmente – uniti, nonostante sia ancora in dubbio l’entrata nella coalizione del partito Libero E Uguali di Grasso. Il manifesto di Carlo Calenda ha convinto in molti ma non Pizzarotti che dice di avere già preso accordi con i Verdi. Insomma, il leader di Italia in Comune prende tempo per vedere come evolverà la situazione, soprattutto in vista del cambio di segretario del Pd. In estate, l’assetto politico dei dem sarà più definito, dice il sindaco, per questo attende a candidarsi alla regione.

La Lega di Matteo Salvini pare si presenterà unita con gli altri partiti del centro destra, cioè Forza Italia e Fratelli d’Italia. Situazione strana in questa area perché i partiti alleati di Salvini per le europee – come anche per le elezioni locali, vedi quelle in Abruzzo e Sardegna –, al parlamento fanno invece parte dell’opposizione. Il Movimento 5 Stelle, in accordo con i suoi valori fondanti, correrà da solo con buone possibilità di aumentare i suoi seggi in parlamento europeo. L’appuntamento alle urne avrà ripercussioni sulla politica interna italiana? Difficile a dirsi, ma di sicuro inciderà sulla decisione dell’attuale sindaco di Parma Pizzarotti che tiene tutti sulle spine.

Prima però ci sono le amministrative

Prima delle elezioni europee ci sono però le amministrative che vedono in primo piano Pizzarotti e il suo partito. Per le città più grandi e importanti come Cesena, Forlì, Modena e Ferrara, l’Italia dei Comuni avrà un suo candidato che correrà da solo. Differente è la situazione di Comuni più piccoli dove si valuterà caso per caso il da farsi, alleandosi con i democratici e / o con liste civiche oppure scegliendo di correre da soli.

Le reazioni delle opposizioni

I più maligni, come Laura Cavandoli della Lega, dicono che Pizzarotti non è realmente interessato a bloccare la Lega e le destre, ma piuttosto a far procedere la sua carriera politica. Essendo già al secondo mandato, non potrebbe ricandidarsi come sindaco di Parma. L’unica mossa possibile per far avanzare la sua carriera è andare in Regione.

La leghista, eletta in consiglio comunale ma anche in parlamento, incalza attaccando la politica di Pizzarotti. In caso di candidatura alle elezioni regionali, Pizzarotti dovrebbe dimettersi anticipatemene da primo cittadino, dimostrando nuovamente che la città di Parma per lui non è altro che un trampolino di lancio.