Parma al secondo posto nella classifica dei Comuni più efficienti d’Italia

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Figura al secondo posto, Parma, nella classifica stilata dall’Osservatorio Cottarelli che chiama a rapporto i Comuni italiani più efficienti. Si tratta sicuramente di una grande soddisfazione per il sindaco Pizzarotti, che ha manifestato tutto il proprio orgoglio di fronte a questo risultato che lo vede protagnista. La classifica Cottarelli parla di efficienza e ha preso in considerazione le informazioni in merito alla finanza locale valutando i fabbisogni standard calcolati tenendo conto di diversi fattori. Dimensione del territorio, densità della popolazione, situazione finanziaria di ogni comune: sono questi i parametri che hanno permesso all’Osservatorio di stilare una classifica, che vede oggi Parma in seconda posizione superata solamente da Pisa, la città più virtuosa in assoluto.

Parma città virtuosa ed efficiente

In base a quali parametri Parma è una delle città italiane più virtuose ed efficienti? L’Osservatorio Cottarelli, per stilare questa classifica ha preso in considerazione i 52 Comuni con più di 80.000 abitanti ma è bene precisare che per il momento sono stati valutati solo quelli a statuto ordinario. Mancano quindi all’appello le città appartenenti alle regioni a statuto straordinario ossia Trentino Alto Adige, Sicilia, Valle d’Aosta, Sardegna e Friuli Venezia Giulia. Nei prossimi giorni saranno inseriti i dati anche di queste regioni nella classifica, che potrebbero influenzare i risultati. Ad ogni modo, Parma per il momento occupa un meritato secondo posto ed è proprio il caso di dirlo: finalmente Pizzarotti può tirare un sospiro di sollievo e considerarsi orgoglioso della propria città!

Per stilare la classifica, l’osservatorio ha rielaborato i dati raccolti dalla Sose Spa: una società creata dalla Banca d’Italia e dal Mef. Dati che, tra l’altro, sono consultabili apertamente da tutti perchè pubblicati sul portale opencivitas.it.

Gli indicatori di efficienza

Gli indicatori su cui si è basato l’osservatorio per redigere questa classifica sono stati due: quello di spesa e quello di offerta di servizi. Il calcolo è stato piuttosto semplice: il primo è stato sottratto dal secondo. Per calcolare però il livello della spesa per i diversi servizi sono state considerate diverse voci corrispondenti alle attività in capo ad ogni Comune italiano. In totale le voci prese in considerazione sono state 6: lo smaltimento dei rifiuti, il funzionamento degli uffici amministrativi, l’istruzione pubblica, le attività sociali, le attività riguardanti viabilità e territorio e infine le attività della polizia locale.

Per quanto riguarda invece l’offerta di servizi, invece, sono stati considerati parametri quali il numero dei bambini nelle scuole, la raccolta differenziata in percentuale sul totale dei rifiuti presi in carico, le operazioni della polizia locale come multe, fermi e sequestri e via dicendo.

Da tutto questo lavoro di un certo impegno è emerso che le città più virtuose dal punto di vista dell’efficienza comunale sono rispettivamente Pisa (al primo posto con un punteggio di 139,50), Parma (al secondo posto con un punteggio di 85,31) e Padova (al terzo posto con un punteggio di 71,92). Seguono poi città come Piacenza, Cesena, Reggio Emilia. I comuni principali della Penisola, come Milano e Roma rimangono in posizioni centrali e sono quindi poco rilevanti e, aggiungeremmo, poco soddisfacenti a livello di efficienza.