Inverter: cosa sono e perché sono così importanti per un impianto fotovoltaico

Inverter: cosa sono e perché sono così importanti per un impianto fotovoltaico

L’inverter è un elemento determinante per il buon funzionamento di un impianto fotovoltaico: lo si potrebbe quasi definire “il cuore” dell’impianto stesso. Per questo è importante sapere cos’è e come funziona all’interno dell’impianto: in questo modo è possibile scegliere il modello più adatto alle proprie necessità e all’impianto che si va a installare. Perché gli inverter possono essere anche molto differenti fra di loro, come si può vedere su un sito fra i più importanti nel settore come https://www.duowatt.it/

Partiamo dalla base: senza l’inverter è assolutamente impossibile sfruttare l’energia prodotta dai pannelli solari nel nostro impianto domestico, quindi per l’illuminazione o per far funzionare i diversi elettrodomestici. La funzione principale dell’inverter infatti è quella di convertire la corrente continua, prodotta dai pannelli solari, in corrente alternata. Questo tipo di corrente è quella attraverso cui funzionano gli impianti delle case, degli uffici e degli esercizi commerciali.

Inoltre, gli inverter dotati della tecnologia più avanzata sono in grado sia di cedere la corrente “tradotta” da continua ad alternata all’impianto o alla rete di distribuzione, sia di dirigerla verso un eventuale sistema di accumulo presente nell’impianto fotovoltaico. Questi ultimi sono inverter Huawei Ibridi Monofaseproprio perché in grado di svolgere questa duplice funzione. 

A cosa serve l’inverter?

Abbiamo visto che la principale funzione dell’inverter è quella di conversione in corrente alternata della corrente continua. Inoltre l’inverter ha un’altra funzione altrettanto importante, che è quella di diminuire al minimo lo spreco dell’energia prodotta dai pannelli solari. Quindi i migliori inverter devono essere in grado di:

limitare al minimo la dispersione di energia che si verifica al momento della trasformazione da corrente continua in corrente alternata. La percentuale di dispersione non deve superare il 2%, altrimenti l’inverter hai dei problemi di funzionamento;
regolare la tensione e la frequenza dell’energia elettrica che esce dall’impianto fotovoltaico: queste devono essere infatti sempre corrispondenti a 220-230 volt e 50 Hz per evitare danni alle apparecchiature elettriche, mentre l’energia in uscita dai pannelli solari può avere degli sbalzi di tensione e di frequenza;
migliorare al massimo l’efficienza e la potenza del sistema fotovoltaico;
segnalare con un apposito allarme eventuali problemi o malfunzionamenti;
proteggere l’impianto in caso di blackout, cortocircuiti e sovratensioni;
monitorare il buon funzionamento della rete;
archiviare e permettere di controllare i dati relativi al rendimento dell’impianto, attraverso uno schermo oppure un app dedicata.

I fattori da valutare nella scelta dell’inverter

Ci sono diversi fattori di cui è molto importante tenere conto nel momento in cui si sceglie un inverter per un impianto fotovoltaico. Vediamo in dettaglio i più importanti:

la potenza dell’inverter: questa caratteristica varia a seconda delle necessità di ogni singolo impianto. Ovviamente un impianto domestico avrà bisogno di un inverter con meno potenza rispetto a quello necessario per un’attività commerciale. È importante farsi consigliare da un esperto, ma un calcolo sommario può essere fatto sommando la potenza di tutti gli elettrodomestici e considerando anche le necessità di illuminazione;
tipo di connessione ai pannelli: il sistema di connessione più diffuso, almeno negli impianti domestici, prevede i che i pannelli siano collegati all’inverter in stringa, cioè in serie l’uno all’altro; sono poi disponibili inverter multistringa (in cui i pannelli sono collegati con una serie di “file”), oppure il collegamento centralizzato (per cui ogni pannello è collegato direttamente all’inverter), che è tipico di impianti di grandi dimensioni;
la tipologia dell’inverter: gli inverter possono essere monofase (come quelli dei tipici impianti fotovoltaici domestici) oppure trifase (utilizzati per gli impianti di potenza superiore). Inoltre esistono inverter dotati di trasformatore integrato e inverter a onda sinusoidale pura, a cui è possibile collegare ogni tipo di dispositivo.

Gli inverter ibridi rappresentano la nuova generazione di questi dispositivi: sono inverter che funzionano sia per la cessione della corrente all’impianto domestico o alla rete di distribuzione, sia per l’immagazzinamento della stessa nelle apposite batterie.

I costi di un inverter

Il costo di un inverter è ovviamente determinato dalla sua potenza e dalle altre caratteristiche a livello tecnico. Per un impianto domestico i prezzi di un inverter si aggirano intorno ai 700 euro (per impianti con potenza di 6 Kw) o di 1000-1200 euro per un inverter di tipo ibrido. Per impianti più potenti oppure a uso commerciale (con potenza compresa fra i 10 e i 20 Kw) il prezzo di un inverter può variare dagli 800 fino ai 2000 euro.

L’offerta di inverter sul mercato è molto ampia, come le differenze di tecnologia e di costi. Sicuramente, in un impianto fotovoltaico domestico, è sempre interessante tenere conto della possibilità offerta da un inverter di tipo ibrido: sebbene il costo iniziale sia più alto rispetto all’inverter tradizionale, questo tipo di inverter permette di modificare il proprio impianto trasformandolo in un impianto in accumulo in maniera semplice e veloce, senza la necessità di interventi importanti.

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