Andare in pensione oggi: ecco tutti i requisiti necessari e come calcolare il netto che ti spetta

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Da un certo punto di vista il raggiungimento dell’età della pensione è innanzitutto un traguardo: stiamo infatti parlando di un’età all’insegna di un riposo più che meritato, dopo tanti anni di lavoro e contributi. Detto questo per molte persone la pensione porta con sé anche alcune difficoltà, legate alla perdita di punti di riferimento e, in certi casi, ad una diminuzione delle entrate (con tutti i problemi del caso).

Ecco perché è davvero molto importante arrivare preparati ad un momento così particolare della vita ed il modo migliore per farlo consiste innanzitutto nel sapere esattamente quanto si andrà a guadagnare. Per fortuna al giorno d’oggi esistono tanti metodi per capire come calcolare la pensione netta in maniera rapida e semplice: basta infatti visitare un portale specializzato come, ad esempio, Inpensione.com, ed inserire i propri dati, per avere tutte le informazioni del caso.

Requisiti necessari per andare in pensione

Prima ancora di entrare nel merito del calcolo della pensione netta, occorre ricordare che per concludere la propria carriera professionale è necessario avere determinati requisiti. Requisiti che cambiano di paese in paese e che, tra l’altro, spesso vengono modificati o aggiornati.

Ad esempio, in Italia i lavoratori legati all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), così come i lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) per raggiungere la pensione di vecchiaia devono avere compiuto almeno 67 anni di età, durante i quali devono avere versato almeno 20 anni di contributi.

Esistono però diverse soluzioni per raggiungere la cosiddetta “pensione anticipata”, una forma di pensione che tiene conto soltanto dell’anzianità contributiva, senza considerare in alcun modo l’età anagrafica del cittadino in questione. Una donna, per entrare in pensione anticipata, deve avere versato almeno 41 anni e dieci mesi di contributi, mentre un uomo deve averne versato un anno in più.

Pensione anticipata contributiva e quota cento

Merita una menzione in questa sede anche la “pensione anticipata contributiva”: una pensione piuttosto particolare che permette di andare in pensione a 64 anni e con soli 20 anni di contributi versati, ma soltanto nel caso in cui la pensione cui si avrà diritto ammonti ad almeno 2,8 volte il valore dell’assegno sociale fornito dall’INPS.

Ultima, ma non per importanza, la celebre “Quota 100”, una novità del 2020 che è stata al centro di tantissime discussioni politiche. Questa misura è un nuovo mix tra età anagrafica ed età contributiva, che permette l’accesso a tutti coloro che abbiano raggiunto, per l’appunto, la quota simbolica di 100 anni.

Ad esempio, con “Quota 100” è possibile andare in pensione a 62 anni, a patto che si siano versati almeno 38 anni di contributi. Va però detto che, ad oggi, “Quota 100” non permette di accumulare forme di reddito legate al lavoro dipendente, né forme di reddito legate al lavoro autonomo.

Calcolare la propria pensione netta

Veniamo ora al sopraccitato calcolo della propria pensione netta. Un’operazione che passa gioco forza per 3 diverse variabili fondamentali. Innanzitutto l’IRPEF, ovvero l’Imposta sul Reddito delle PErsone Fisiche; dopodiché le addizionali regionali e comunali, determinate sulla base della zona di residenza e la sua relativa imposizione fiscale; infine eventuali detrazioni.

Una volta che si avranno in mano tutti gli elementi in questione è necessario fare due distinte operazioni. Innanzitutto bisogna sommare IRPEF ed addizionali, sottraendo però le detrazioni. Dopodiché bisogna prendere la propria pensione lorda e sottrarle il risultato di cui sopra. Così facendo si otterrà la propria personale pensione netta, avendo così chiare in mente le entrate che andranno a caratterizzare questa nuova fase della propria vita.