Richieste illecite a Reggio Emilia per il vaccino anti Covid

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È da poco iniziata la campagna per sottoporsi al vaccino anti Covid, che ha visto coinvolgere prima di tutto le categorie più a rischio, come i medici e gli operatori sanitari, e già qualcuno ha tentato di ottenerlo illecitamente.

È successo a Reggio Emilia, quando all’appuntamento per sottoporsi al vaccino si è presentato un cittadino privo dei requisiti, il quale, per sua stessa ammissione, non rientra nelle categorie prioritarie, ovvero medici, operatori sanitari e assistenziali e volontari coinvolti nell’ambiente sanitario.

Questa notizia, che riguarda la cronaca di Reggio Emilia, è stata pubblicata online, ed è possibile leggere l’articolo originale per conoscere i dettagli.

Nei primi giorni di campagna per il vaccino anti Covid, i quasi novemila cittadini di Reggio Emilia presentatisi all’hub non erano tutti inclusi nelle categorie di aventi diritto, vale a dire i medici, il personale infermieristico e sanitario, gli operatori socio assistenziali, il personale esterno che opera nelle strutture sanitarie (ad esempio gli addetti alle pulizie e al servizio di mensa) e i volontari impegnati nelle operazioni di pronto soccorso e nei servizi di assistenza sanitaria o domiciliare.

Vaccini somministrati a cittadini privi di requisiti prioritari

Il problema è stato evidenziato nel momento in cui un cittadino si è presentato all’hub per la somministrazione del vaccino, ammettendo di non rientrare in alcuna delle categorie considerate prioritarie, ed è stato di conseguenza rimandato indietro.

Dalle ricerche effettuate è emerso che il link utilizzato per registrarsi e accedere al vaccino, fornito ai dipendenti del settore sanitario, alle aziende correlate e alle associazioni di volontariato, era stato pubblicato sulle pagine dei social e diffuso via whatsapp, con la possibilità di essere utilizzato da chiunque.

Tale link era stato inviato esclusivamente a chi ne aveva diritto, con l’obbligo di non divulgarlo né distribuirlo ad altre persone. Una volta scoperto questo problema, il link è stato immediatamente bloccato e, per evitare ulteriori usi illeciti, è stato istituito un sistema di controllo individuale e manuale delle persone che si presentano all’hub, anche se è fisicamente impossibile escludere del tutto che qualcuno riesca ad introdursi senza averne effettivamente diritto.

Un evento illecito ma non denunciabile

Per quanto sottoporsi al vaccino senza rientrare nelle categorie a rischio sia da considerarsi un fatto illecito, non è perseguibile con denuncia, poiché tale vaccino è destinato ai cittadini italiani e la legge non lo nega ad alcuno, anche se attualmente sono stati imposti alcuni criteri di priorità.

Inoltre, occorre considerare che chi ha usufruito del link pur senza averne diritto potrebbe averlo fatto senza rendersene conto, come è accaduto ad alcune associazioni di volontariato, i cui soci si sono sottoposti al vaccino anche se da tempo non svolgevano alcuna attività.

È bene considerare che il volontariato svolge un’attività di primaria importanza nella gestione dell’emergenza sanitaria e, oltre agli operatori della Croce Rossa e del soccorso in genere, a svolgere un ruolo fondamentale sono anche i volontari impegnati a recapitare la spesa e a svolgere tutti gli altri servizi a domicilio.