Risanamento aziendale: le strategie di Fabio Splendori per ripartire

Meeting 2024 (168)

Il professionista della crisi d’impresa spiega quali leve attivare quando un’azienda deve recuperare equilibrio operativo e credibilità.

Le crisi aziendali raramente esplodono da un giorno all’altro: spesso si accumulano nel tempo, tra segnali trascurati, scelte rinviate e rapporti finanziari che si indeboliscono. Per questo intervenire presto fa la differenza.

Secondo chi lo ha affiancato in operazioni di rilancio e ristrutturazione, Splendori porta nelle aziende un approccio molto operativo: leggere il problema, stabilire priorità, negoziare margini di manovra e riattivare fiducia.

“Un’azienda non fallisce all’improvviso. Prima perde visione, poi controllo e infine fiducia. Il mio lavoro è invertire questo processo”, osserva Fabio Splendori.

I passaggi chiave del metodo Splendori
Per Fabio Splendori, una crisi aziendale non si supera con interventi episodici o con decisioni prese sotto pressione. Serve prima di tutto la capacità di osservare la realtà con precisione, fissare le priorità e costruire un percorso sostenibile.

La sua impostazione si fonda su alcuni pilastri ricorrenti: fotografia immediata della situazione, riduzione delle inefficienze, protezione della continuità aziendale e definizione di una direzione chiara per il rilancio.

La sua lettura della crisi non si ferma ai bilanci: comprende il livello di coesione dell’organizzazione, la qualità della leadership e la capacità del management di tenere unita la struttura.

1. Mettere i numeri al centro delle scelte
Il primo passaggio consiste nel fare chiarezza su liquidità, debiti, margini, costi nascosti e sostenibilità finanziaria. Senza una fotografia attendibile, ogni decisione rischia di essere tardiva o controproducente.

2. Tagliare ciò che non produce valore
Per il consulente, non tutto va preservato a ogni costo. Il lavoro di riorganizzazione richiede il coraggio di alleggerire ciò che non regge più e concentrare investimenti ed energie sulle aree che possono crescere.

3. Ricostruire credibilità verso banche e creditori
Se la credibilità finanziaria si deteriora, l’azienda rischia di bloccarsi prima ancora di completare la riorganizzazione. Da qui l’importanza di un lavoro rapido su scadenze, esposizioni e relazioni con i creditori.

4. Riallineare team, management e leadership
Secondo il consulente, senza una leadership capace di spiegare priorità e percorso, anche le decisioni corrette rischiano di non produrre effetti. La ricostruzione della fiducia è parte integrante del piano.

5. Dare all’impresa una direzione futura
Uscire dalla difficoltà significa anche costruire basi più solide per il futuro. In questa prospettiva, la crisi diventa un banco di prova da cui far emergere un’impresa più selettiva, leggibile e pronta a crescere.

Una guida per le aziende che devono rimettersi in equilibrio

Chi ha lavorato con Fabio Splendori lo descrive come un professionista capace di entrare nelle aziende nei momenti più delicati e riportare metodo, ordine e direzione. Il suo approccio tiene insieme rigore tecnico, velocità decisionale e attenzione alla componente umana.

“Non bisogna salvare tutto. Bisogna salvare ciò che può crescere”, sintetizza Splendori, riassumendo uno dei principi più netti del suo approccio.
La sua attività si colloca così all’incrocio tra gestione della crisi, consulenza strategica e rilancio operativo, in una fase storica in cui alle imprese viene richiesto un livello sempre più alto di adattamento.

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