Trasporti ferroviari a Parma tra i peggiori secondo la classifica di Legambiente

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Oggi sono usciti i dati di Legambiente che ha stilato la classifica delle peggiori line ferroviarie del Paese. Nessuna grande sorpresa tra le 10 linee ferroviarie di incubo per i pendolari, tra cui c’è anche,ovviamente, la Parma – Brescia.

Gli esperti del dossier Pendolaria comunicano che rispetto ai rilievi fatti l’anno scorso non è cambiato molto sulle linee peggiori, che purtroppo restano l’emblema assoluto del bassissimo livello di qualità del servizio. Diverse le aree del Paese tra nord e sud che sono accumunate proprio da tratte ferroviarie da incubo, a prescindere da dove sono situate.

La linea Brescia – Parma

La tratta Brescia-Casalmaggiore-Parma ci conferma tra le peggiori d’Italia con 92 km di ferroviaria percorsi con una media di soli 46 km/h. I disagi sulla lesina ferroviaria sono all’ordine del giorno per i pendolari che sono disperati. Le condizioni per questo collegamento ferroviario così importante tra due delle provincie più ricche, sono indegne. Le due città sono a grande domanda di pendolarismo perché ogni giorno moltissime persone vanno a da Parma a Brescia, e contrario, per motivi di lavoro.

La linea gestita da Trenord è anche sotto sviluppata se si conta che ci sono meno di 30 treni giornalieri e nemmeno uno durante l’arco della giornata. Da diversi anni i pendolari denunciano le condizioni di abbandono della linea che è anche molto datata. Infatti, secondo la ricerca di Legambiente il materiale rotabile ha più 30 anni. I miglioramenti sulla linea sono stati insufficienti: dal 2009, il treno più veloce ha guadagnato solo 20 minuti.


La linea La Spezia – Brennero

Altra questione sul tavolo che interessa Parma è la linea Pontremolese da La Spezia al Brennero che andrebbe raddoppiata. Con un bacino di utenza di oltre 480 mila persone, la tratta ha 120 km di lunghezza dove passano sia treni locali che treni a lunga percorrenza. Preventivato da oltre 25 anni, il raddoppio della linea è considerato come un’opera strategica per diverse ragioni, una di queste è di sicuro completare il corridoio Tirreno – Brennero per il traffico delle merci che le toglierebbe dalla strada.

Il problema di questa linea sono le strozzature che rendono il traffico ferroviario tutt’altro che veloce e moderno, inadatto soprattutto al trasporto delle merci. I tempi di percorrenza sono davvero lunghissimi e ci sono anche dei limiti alla lunghezza dei convogli. La linea ha un altissimo potenziale, ma gli investimenti procedono a lotti. Il raddoppio del binario tra Solignano ed Osteriazza è costato 400 milioni di euro, ma non genera alcun beneficio per via del mancato completamento del raddoppio fino a Parma.

I lavori di raddoppio del tratto tra Parma e Vicofertile costerebbe 234 milioni di euro e sarebbe cantierizzabile grazie alla approvazione del progetto, anche da parte del Ministero dell’Ambiente, il governo Prodi aveva messo a disposizione le risorse, ma poi il governo Monti le ha tolte per motivi di ristrettezza economica, messe nuovamente a disposizione dal governo Gentiloni, ma ora non se ne sa più nulla.