Giallo a Langhirano: spara alla moglie e poi si getta dalla finestra

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Omicidio-Langhirano

Un nuovo giallo, questa mattina a Langhirano, vede protagonisti due anziani trovati entrambi senza vita all’interno della loro abitazione in via Mazzini, 32. I cadaveri sono stati identificati in Gino Ziveri, di 86 anni, e nella moglie Gina Riccò, 84 anni. Quello che inizialmente sembrava un giallo vero e proprio è però quasi subito stato spiegato dai carabinieri, che secondo le prime ricostruzioni hanno parlato di omicidio-suicidio. L’uomo infatti, a quanto pare, avrebbe sparato con il fucile alla moglie e subito dopo si sarebbe tolto la vita gettandosi dalla finestra e finendo sul pianerottolo dell’abitazione, al primo piano. 

Le indagini stanno proseguendo proprio in queste ore e sul posto è intervenuta la scientifica per effettuare tutti i rilievi del caso. La dinamica dell’accaduto però sembra piuttosto evidente. L’uomo è stato ritrovato senza vita sul pianerottolo al primo piano mentre la donna, da tempo malata di Alzheimer, all’interno della propria abitazione al quarto piano della palazzina.

La dinamica: omicidio-suicidio

Ancora per una volta quindi ci troviamo di fronte ad un omicidio suicidio ai danni di una donna, moglie del suo stesso carnefice. L’ennesimo femminicidio, quindi, che però non presenta molte similitudini con quello di Rita Pissarotti, accoltellata dal marito mentre era in vacanza in Val Gardena. Innanzitutto, il movente in questo caso sembra piuttosto evidente anche se per il momento possiamo solo parlare di ipotesi. La donna, un’anziana di 84 anni, era da tempo affetta da Alzheimer e probabilmente è stata propria la malattia a spingere il marito ad un atto così spietato. Gino Ziveri, inoltre, dopo aver sparato alla moglie non ha tentato la fuga ma al contrario si è suicidato. Questo fa supporre che si possa essere trattato di un raptus momentaneo, al termine del quale l’uomo non ce l’ha fatta a sopportare il peso dell’omicidio appena commesso.

In questo momento i carabinieri e la scientifica sono sul posto per effettuare tutti i rilievi e gli accertamenti del caso, in modo da poter ricostruire la dinamica dell’omicidio-suicidio nei minimi dettagli e avere quindi le idee chiare sull’accaduto.

Alzheimer: una malattia complicata

La donna, come abbiamo già accennato, era affetta da Alzheimer: una malattia molto complessa che spesso e volentieri gli stessi parenti non sono in grado di affrontare in autonomia. Un malato di Alzheimer può essere difficile da gestire: non si tratta solo della perdita di memoria ma di molte, moltissime altre sfaccettature che spesso lasciano basiti i parenti più stretti. Alcuni pazienti diventano aggressivi, diffidenti e incontrollabili. Altri si lasciano andare e non comunicano nemmeno più i loro bisogni ed i loro desideri. Convivere con una persona affetta da questa malattia è difficile ed è per questo che quasi sempre viene consigliato il supporto di personale qualificato ed esperto in questi casi. Con questo naturalmente non stiamo giustificando l’omicidio commesso da Gino Ziveri, ma è importante sottolineare quanto in casi come questo possa essere fondamentale ottenere un aiuto concreto da parte del personale sanitario. Due persone sono morte e non poco importa se si tratta di due anziani: il diritto alla vita vale per tutti.