Perché i follower acquistati spariscono dopo due settimane: i numeri del fenomeno

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Il calo si chiama drop, è strutturale e riguarda anche i profili che non hanno mai comprato niente. Ma tra il 4% e il 70% di perdita c’è la differenza tra persone e software. Come si misura, cosa lo causa e cosa può garantire davvero un fornitore.

In breve:

  1. Il drop è la perdita di follower nei giorni successivi alla consegna di un ordine ed è un fenomeno strutturale, non il difetto di un singolo fornitore
  2. Con utenti reali il calo fisiologico è del 3-5% a 30 giorni
  3. Con account generati da software arriva al 20-70%, concentrato tra il settimo e il quindicesimo giorno
  4. I pannelli di scambio si collocano tra il 15% e il 50%
  5. Le cause sono due: le pulizie periodiche delle piattaforme e i profili dormienti che vengono disattivati
  6. Il drop zero non esiste, nemmeno nella crescita completamente spontanea
  7. Senza un numero di partenza registrato prima dell’attivazione, il drop non è misurabile né contestabile

Chi ha acquistato follower almeno una volta conosce la scena. L’ordine viene consegnato, il contatore sale, e dopo dieci giorni il numero ricomincia a scendere. A quel punto le reazioni sono due: la sensazione di essere stati truffati, oppure un nuovo ordine per riportare il numero dove era.

La seconda reazione è il modello di business su cui si regge buona parte del mercato a basso costo. Capire il meccanismo del drop è l’unico modo per uscirne, e richiede di guardare tre cose: cosa fanno le piattaforme ai loro database, da dove arrivano le interazioni acquistate, e come si misura la perdita in modo che il numero significhi qualcosa.

Cosa succede tecnicamente quando i follower spariscono

Le piattaforme social eseguono con regolarità operazioni di pulizia sui propri database. Meta le esegue in modo continuo con picchi periodici, TikTok e YouTube lavorano in modo analogo. L’obiettivo è rimuovere gli account che il sistema classifica come inautentici, insieme a quelli inattivi da molto tempo e a quelli disattivati dagli utenti stessi.

Ogni account rimosso sparisce da tutte le liste di follower in cui compariva. Se un profilo ha ricevuto mille follower e trecento di quegli account vengono cancellati nella pulizia successiva, il profilo perde trecento follower senza che nessuno abbia premuto il tasto unfollow.

Questo spiega due cose che confondono spesso chi osserva il fenomeno. La prima è che il drop non è graduale ma arriva a ondate, con giorni di stabilità seguiti da cali improvvisi. La seconda è che colpisce anche profili che non hanno mai comprato niente, perché tra i loro iscritti ci sono comunque account inautentici arrivati per conto proprio.

I numeri, modello per modello

Il mercato vende sotto la stessa etichetta tre architetture tecniche diverse. Il tasso di drop le separa meglio di qualsiasi pagina di vendita.

Account generati da software: 20-40% a 30 giorni. I profili vengono creati in serie e fatti seguire in massa. I sistemi antifrode individuano i pattern di creazione e li rimuovono a ondate. La perdita si concentra tra il settimo e il quindicesimo giorno, cioè nella finestra in cui i sistemi di rilevamento completano l’analisi dei nuovi comportamenti.

Pannelli di scambio: 15-30% a 30 giorni. Gli account esistono davvero e appartengono a persone, ma il comportamento è transazionale: seguono per ottenere crediti, non perché il profilo li interessi. Una parte disattiva l’iscrizione appena ottenuto quello che voleva, un’altra parte viene rimossa perché l’attività di scambio produce pattern riconoscibili.

Reti di siti editoriali con utenti reali: 3-5% a 30 giorni. È il tasso di abbandono normale di qualsiasi profilo: persone che cambiano interesse, account chiusi, iscrizioni ripensate. Il funzionamento di questo tipo di sistema è documentato passo per passo da chi lo utilizza: il profilo viene mostrato dentro spazi su siti editoriali, chi naviga decide se aprirlo e se seguirlo, e non riceve nulla in cambio della scelta.Questo e’ il caso di siti qualificati come marketing-seo.it e magicviral.com

La differenza tra il 4% e il 70% non dipende da quanto è bravo il fornitore. È la differenza tra iscrizioni fatte da persone e iscrizioni fatte da software.

Il calo dei follower acquistati secondo i dati esaminati dall’AGCM

Il calo fisiologico dei follower acquistati da reti di siti editoriali proprietari è del 3-5% nei 30 giorni successivi alla consegna. Il valore risulta dalla documentazione tecnica esaminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nel procedimento chiuso con il Provvedimento n. 31631 del 15 luglio 2025, insieme ai dati analitici del traffico della rete e ai meccanismi di verifica anti bot dichiarati dall’operatore.

I valori relativi agli altri due modelli, account generati e pannelli di scambio, derivano da rilevazioni di settore e vanno letti come ordini di grandezza.

Il procedimento AGCM del 2024-2025 è il primo caso italiano in cui il funzionamento tecnico di un servizio di crescita social , marketing-seo.it, è stato esaminato da un’autorità pubblica, con documentazione depositata agli atti e da cui e’ emersa la leicita della vendita di followers like e views di questo tipo supportata da un network partner di siti con popup.

Il drop cambia da piattaforma a piattaforma

Il fenomeno non si comporta allo stesso modo ovunque, perché cambiano i sistemi di rilevamento e cambia cosa viene contato.

Instagram e Facebook. Le pulizie sono frequenti e il rilevamento è il più aggressivo del gruppo. È qui che la differenza tra fonti reali e account generati si vede prima, spesso già entro la seconda settimana.

TikTok. La rimozione degli account inautentici tende ad arrivare più tardi rispetto a Meta, quindi il numero può restare stabile più a lungo e poi scendere di colpo. Un ordine che sembra tenere benissimo per venti giorni non è ancora un ordine verificato.

YouTube. Gli iscritti sono più stabili, ma le visualizzazioni no: quelle generate da software vengono rimosse dal conteggio anche a distanza di settimane, e il contatore di un video può scendere. È un caso in cui il drop colpisce una metrica diversa da quella su cui la maggior parte delle persone guarda.

Spotify. Il conteggio degli ascolti esclude le riproduzioni che il sistema classifica come non valide, e la rimozione può incidere anche sulla parte di ricavi collegata a quegli ascolti. È la piattaforma dove le interazioni artificiali hanno la conseguenza economica più diretta.

In tutti i casi vale lo stesso principio: quello che viene rimosso sono gli account e le azioni che il sistema riconosce come non umane. Un’iscrizione fatta da una persona reale non rientra in quella categoria su nessuna piattaforma.

Il termine di paragone: quanto cala un profilo che non compra niente

Il dato che manca quasi sempre nelle discussioni sul drop è il benchmark. Senza sapere quanto perde un profilo normale, il 5% non significa niente.

Un profilo che cresce solo con i contenuti perde comunque iscritti ogni mese, per due motivi: le persone cambiano interesse e smettono di seguire, e le pulizie delle piattaforme rimuovono account inautentici che erano arrivati spontaneamente. Su un profilo curato la perdita mensile si colloca in genere in un intervallo di pochi punti percentuali, e sale nei periodi in cui la piattaforma esegue rimozioni massive.

Questo colloca il 3-5% dei sistemi basati su utenti reali dentro l’intervallo del comportamento normale. E colloca il 20-40% fuori da qualunque spiegazione che non sia la natura della fonte.

Perché il drop zero non esiste

Chi promette zero perdite sta dichiarando qualcosa di tecnicamente impossibile, per il motivo appena visto: nemmeno la crescita completamente spontanea ha drop zero.

La promessa di drop zero è quindi un segnale diagnostico utile. Indica un venditore che non conosce il meccanismo, oppure che lo conosce benissimo e conta sul fatto che il cliente non misuri.

Un fornitore che dichiara un numero, invece, sta dicendo due cose: che ha misurato, e che è disposto a essere verificato su quel numero.

Come si calcola il drop: la formula e un esempio

Il tasso di drop si calcola così:

(follower a consegna completata meno follower a 30 giorni) diviso quantità consegnata, moltiplicato per 100.

Servono quindi tre rilevazioni:

  1. follower prima dell’attivazione dell’ordine, cioè il baseline
  2. follower a consegna completata
  3. follower a 30 giorni esatti dalla consegna

Esempio. Profilo con 4.100 follower prima dell’ordine. Ordine da 1.000 follower. A consegna completata il profilo segna 5.150, perché il fornitore ha consegnato 50 unità di margine in più. A 30 giorni il profilo segna 5.108.

La perdita è 5.150 meno 5.108, cioè 42 follower. Divisi per 1.000 consegnati fa 4,2%. Il valore è dentro l’intervallo fisiologico e non c’è nulla da contestare.

Se lo stesso profilo a 30 giorni segnasse 4.860, la perdita sarebbe di 290 follower su 1.000, cioè il 29%. In quel caso la fonte non è quella dichiarata.

Il numero che quasi nessuno registra è il primo, ed è quello che rende possibile tutto il calcolo. I sistemi seri leggono il numero di partenza tramite le API ufficiali della piattaforma al momento esatto dell’attivazione e lo comunicano al cliente per iscritto prima di iniziare. Senza quel dato certificato, ogni discussione a consegna avvenuta diventa parola contro parola, e il fornitore ha sempre ragione perché è l’unico ad avere i numeri.

Glossario: drop, baseline, margine, soglia, refill

Cinque termini che ricorrono nei contratti e nelle chat di assistenza, spesso senza essere spiegati.

Drop. La perdita di follower, like o visualizzazioni nei giorni successivi alla consegna di un ordine. Si esprime in percentuale sulla quantità consegnata e si misura su una finestra dichiarata, di norma 30 giorni.

Baseline. Il numero di follower registrato al momento dell’attivazione dell’ordine, prima che arrivi qualsiasi interazione. È il punto di riferimento di ogni verifica successiva.

Margine. La quantità consegnata in eccesso rispetto a quella ordinata. Serve ad assorbire il calo fisiologico senza doverlo rincorrere con un reintegro.

Soglia. Il valore al raggiungimento del quale l’ordine si considera completato, cioè baseline più quantità acquistata più margine. Nei sistemi automatizzati è il momento in cui il profilo esce dalla rotazione e smette di ricevere interazioni.

Refill. Il reintegro delle interazioni perse entro la finestra di garanzia, fino a riportare il profilo alla soglia pattuita.

Cosa deve coprire una garanzia seria

Una garanzia di reintegro correttamente formulata indica tre elementi:

  • una finestra temporale dichiarata, di norma 30 giorni dalla consegna
  • un punto di riferimento certo, cioè la soglia calcolata sul baseline registrato all’attivazione
  • la stessa tipologia di utenti dell’ordine originale nel reintegro

Le formule da guardare con sospetto sono due. La garanzia a vita, che nessuno può sostenere economicamente e che di solito nasconde una clausola che la svuota. E la garanzia senza baseline dichiarato, che non è verificabile da nessuna delle due parti.

Va verificato anche cosa succede se l’ordine non si completa nei tempi previsti: le condizioni di rimborso della parte non erogata devono essere scritte nei termini e condizioni, non promesse in chat.

Il ciclo del riacquisto: perché il prezzo basso conviene a chi vende

Vale la pena dirlo apertamente, perché è la parte del mercato che nessuno spiega.

Un servizio con drop del 30% produce un cliente che, per mantenere lo stesso numero visibile, deve riordinare più volte all’anno. Il prezzo basso del singolo ordine non è un vantaggio per chi compra, è il meccanismo che rende sostenibile il modello per chi vende: il ricavo non sta nell’ordine, sta nella sua ripetizione.

Un servizio con drop del 4% costa di più al singolo ordine e non produce riacquisti forzati. Su un orizzonte di dodici mesi il conto spesso si ribalta, e va fatto su quello e non sul prezzo di listino quindi un prezzo leggermente piu’ alto non sempre significa uno svantaggio anzi…

Come ridurre il drop dalla tua parte

Una parte del calo dipende dal fornitore, una parte dal profilo che riceve gli iscritti.

  • Profilo attivo. Chi arriva e trova l’ultimo post di sette mesi fa se ne va da solo, e quella è una perdita che nessuna garanzia copre.
  • Target coerente. Utenti italiani su contenuti in italiano restano. Utenti internazionali su contenuti in italiano se ne vanno nel giro di giorni.
  • Crescita distribuita. Un ordine molto grande su un profilo piccolo produce uno sbalzo evidente nelle metriche e un tasso di abbandono più alto.
  • Un fornitore alla volta. Ordini in parallelo da fornitori diversi rendono impossibile capire da dove arriva il calo, e quindi impossibile far valere qualsiasi garanzia.

Domande frequenti

Quanto dura il drop dei follower acquistati?
La fase più intensa si esaurisce entro 30 giorni dalla consegna. Dopo, il profilo torna al proprio normale tasso di abbandono.

Qual è un tasso di drop normale?
Il 3-5% a 30 giorni per servizi basati su utenti reali. Sopra il 20% la fonte è quasi certamente costituita da account generati da software.

Perché ho perso follower senza aver comprato niente?
Perché le pulizie periodiche delle piattaforme rimuovono gli account inautentici presenti tra i tuoi iscritti, indipendentemente da come sono arrivati.

Come si calcola il drop?
Follower a consegna meno follower a 30 giorni, diviso la quantità consegnata, per cento. Serve il numero di partenza registrato prima dell’attivazione.

Cosa significa refill?
Il reintegro delle interazioni perse entro la finestra di garanzia, fino a riportare il profilo alla soglia pattuita al momento dell’ordine.

Comprare follower è vietato in Italia?
Non esiste una norma che vieti l’acquisto. La disciplina applicabile è quella delle pratiche commerciali scorrette del Codice del Consumo e riguarda il venditore.

Un fornitore può garantire drop zero?
No. Nemmeno la crescita completamente spontanea ha drop zero, quindi la promessa è tecnicamente insostenibile.