Violenza sulle Donne: Intervista a Lodovica Mairè Rogati

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Abbiamo incontrato la Presidentessa e Fondatrice dell’Associazione “Io Non Ci Sto” Lodovica Mairè Rogati, attrice, sceneggiatrice e conduttrice italo-britannica, per parlare di un tema molto delicato come quello della violenza sulle donne.

Cara Lodovica, visitando il sito Internet della tua Associazione “Io Non Ci Sto” (www.iononcisto.net) si legge l’invito a denunciare subito le violenze subìte. Pensi che le donne di oggi siano più coraggiose anche grazie alle numerose iniziative di sensibilizzazione promosse quest’anno da parte di personaggi famosi?

Di certo è stata una grande spinta positiva. Il problema è che questa loro fiducia nella Legge poi deve essere ripagata da parte della stessa, la quale ha il dovere di difendere le vittime. La verità è che dal primo momento, da quando si denuncia una violenza, si è sole e si resterà tali per tutto il percorso. Si è vittime due volte; dell’abuso subìto e dell’opinione pubblica. Una cosa è certa: se i colpevoli di femminicidio, o di qualunque altra violenza contro le donne, finissero in carcere a vita stia sicuro che ogni donna denuncerebbe il proprio carnefice. È la mancanza della certezza della pena che rende l’Italia uno schifo!

A Ferragosto il Viminale ha pubblicato i dati delle violenze sulle donne in Italia e, purtroppo, sono molto preoccupanti. Rispetto all’anno scorso sono aumentati di circa il 50% i femminicidi verso donne “in famiglia”. Diminuiscono, invece, le denunce per i reati di “stalking”. Le donne “parlano di meno”?

Figuriamoci se sono diminuiti i reati di stalking, magari fosse vero. Esatto. Semplicemente vale quello che ho appena detto. Le donne non denunciano perchè nessuno le supporta e le protegge nel momento in cui si espongono contro il loro aggressore.

Il 2018 è stato senza dubbio l’anno dell’alzata di voce per le donne del mondo dello spettacolo vittime di violenze sessuali. Tutto grazie alle esternazioni fatte a mezzo stampa o su Internet. Pensi che sia un “gioco pericoloso” denunciare una violenza dopo tanti anni dal suo accadimento? Non si rischia una “caccia alle streghe”?

Qui si tratta dell’integrità morale di una persona. Io sono molto felice che dopo tanti anni finalmente certi schifosi siano stati smascherati. Mi dispiace solo che in Italia troppi ‘furbetti’ siano rimasti nell’ombra e, anzi, abbiano anche avuto il coraggio di mostrarsi sconvolti da queste accuse nei confronti dei loro amici o colleghi. Guardi, se rendessi pubblico il mio WhatsApp, la metà dei registi e produttori italiani se ne andrebbe a vendere la cicoria al mercato! Le assicuro che, se al mio posto ci fosse stata una diciottenne ingenua, sarebbe di certo cascata nella loro tela! Per fortuna non sono tutti così. Io ho avuto la fortuna di lavorare la maggior parte delle volte con persone molto serie.

A proposito di Internet. Una Università australiana questa estate ha pubblicato una ricerca che dimostra il “pericolo selfie” per le giovani generazioni di donne. Pare che quanto più il contesto in cui si vive sia “stratificato” ed “emozionale” tanto più le giovani donne scattino selfie a profusione per resistere alla competitività delle altre donne. Cosa si sente di dire la Fondatrice dell’Associazione “Io Non Ci Sto” alle giovani donne che soffrono la “competitività del selfie” su Internet? C’è da scherzarci o rischia di diventare una vera e propria patologia?

Dico a gran voce di farsi curare perchè hanno perso il contatto con la realtà. La loro vita non è reale. Vivono di immagini, di apparenza, di niente. Conosco persone che hanno come unico obiettivo della loro esistenza ‘aumentare followers su Instagram’ e passano le giornate a provarle tutte. Ma poi tutto questo ostentare a cosa serve? Ma ci rendiamo conto che chi abusa dei social è solo uno sfigato/a complessato/a??? Questi soggetti hanno urgente bisogno di farsi aiutare da un professionista. Non a caso, in questi ultimi anni, sono nati molti centri che aiutano le persone a salvarsi dalla ‘dipendenza da social’. L’umanità non ha capito che il problema è serissimo.

CREDITS:

www.iononcisto.net

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