Pagellone Parma: cosa è cambiato da D’Aversa a Liverani nello sviluppo della fase offensiva?

Dopo le prime tre partite di campionato, lo score del Parma (voto 5 per quanto complessivamente esibito) parla di tre punti conquistati, frutto di una vittoria e due sconfitte. Un bilancio che, calendario alla mano, poteva essere preventivato, anche se i tifosi ducali (8, sempre ammirevoli), ad onor del vero, speravano di vedere ben altra prestazione nella sfida contro il Bologna. È fuor di dubbio, infatti, che in questo primo scorcio di stagione pesi, pesantemente, la prestazione offerta al Dall’Ara. 

Un match in cui gli uomini di Liverani sono stati letteralmente surclassati da quelli di Mihajlovic, usciti vincitori con un meritato 4-1 finale. Una sconfitta che, probabilmente, ha fatto capire a Liverani (6 di incoraggiamento, avrà tanto lavoro da fare) che la strada fino a quel momento intrapresa, che prevedeva la ricerca di un maggior predominio del possesso palla e la costruzione del gioco mediante una fitta rete di passaggi, non fa ancora al caso della propria squadra. 

Contro il Verona, Liverani ha in parte rinunciato alla propria filosofia calcistica

D’altro canto, gli anni di D’Aversa (9, grazie mister per aver restituito Parma stabilmente al grande calcio) sono stati costruiti su un canovaccio tattico predefinito, basato essenzialmente su difesa e contropiede, mirato ad esaltare le doti di giocatori come Gervinho (8 per definizione, ma l’avvio di stagione non è stato entusiasmante), abili nel giocare di rimessa. Liverani, quindi, ha dovuto modificare in parte il proprio credo tattico nel match contro il Verona, favorito dal gol lampo realizzato da Kurtic (7,5, tra le note più liete di questo avvio di stagione), e ricalcare, in parte, quanto messo in luce negli anni della passata gestione. 

Al punto che nelle battute finali, quando Juric ha sbilanciato la squadra scaligera alla ricerca del pareggio, Liverani non si è fatto alcuno scrupolo nel passare dal 4-3-1-2 ad un 5-3-2 estremamente difensivo, erigendo un muro davanti a Sepe (5,5, ma saprà sicuramente riscattarsi nelle prossime settimane) per difendere il vantaggio. Dopo due sconfitte consecutive, vincere era a dir poco di fondamentale importanza per arrivare alla sosta con una classifica che recitasse “zero punti”. E l’obiettivo, in tal senso, è stato raggiunto. 

Il Parma di Liverani, però, resta ancora un cantiere aperto. Passare dal calcio speculare, seppur molto redditizio, di D’Aversa a quello decisamente più manovrato e tecnico dell’ex tecnico del Lecce, richiede indubbiamente un periodo di adattamento da parte dell’intera rosa, che, in buona sostanza, è molto simile a quella dello scorso anno. E sulla carta non totalmente adatta alla filosofia calcistica di Liverani. 

La strana coppia Gervinho-Karamoh può esaltare al meglio le doti offensive dei centrocampisti

Il tecnico laziale, però, in questo avvio di stagione ha stupito tutti schierando come coppia di attacco Karamoh-Gervinho (6, idea stuzzicante anche se non sarà sempre percorribile), due esterni che Liverani pare intenzionato a riciclare come punte atipiche, in grado di svariare su tutto il fronte offensivo e ribaltare rapidamente l’azione. Che sia questa la soluzione definitiva, francamente, ci sono forti dubbi. 

Pare alquanto complicato, infatti, che il neo-allenatore ducale possa rinunciare a cuor leggero ad una punta d’area di rigore come Inglese (7, forza Roberto), sul quale permangono purtroppo forti dubbi sulla piena efficienza fisica, o Cornelius (6,5 per il 19/20), che lo scorso anno, pur peccando in continuità di rendimento, ha destato una buona impressione dopo le annate poco entusiasmanti a Bergamo e Bordeaux. 

La soluzione temporaneamente utilizzata da Liverani, però, risulta molto interessante dal punto di vista tattico e potrebbe riservare inattese soddisfazioni per il popolo ducale. La lotta per restare in Serie A, quest’anno, potrebbe essere ancora più complicata. E se i principali bookmakers, in grado di offrire svariati servizi ai propri utenti al di là delle scommesse sportive, come ad esempio i nuovi gratta e vinci piuttosto che il Bingo, al momento pronosticano una salvezza, non è detto che confermeranno questa visione positiva se Liverani non saprà sfruttare adeguatamente le frecce offensive al proprio arco.

La varietà di soluzioni nel reparto avanzato, d’altro canto, è indispensabile per traguardare l’ambizioso obiettivo della salvezza. Non è casuale, in tal senso, che il match contro il Verona sia stato deciso da una rete di Kurtic, impiegato da Liverani nel ruolo di trequartista, su prezioso suggerimento di Karamoh (6,5, buon avvio di stagione per l’ex enfant prodige nerazzurro). 

Giocando con due punte che, in realtà, sono esterni di ruolo, si può sfruttare l’ampiezza che che sono in grado di offrire e mettere in condizioni le mezzali ed il trequartista di potersi inserire e concludere a rete. Il tema degli inserimenti dei centrocampisti, d’altro canto, è stato un mantra del Lecce di Liverani. E l’arrivo di Cyprien (7, ottimo colpo della dirigenza) dal Nizza, consentirà all’allenatore dei ducali di poter contare su un giocatore adatto a questa tipologia di gioco. 


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