Come redarre un buon cv

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Quando si crea un curriculum la prima cosa a cui si pensa è quella di inserire quante più informazioni possibili, così da dare al datore di lavoro a cui ci si sta presentando diversi strumenti di valutazione. Un pensiero comune a tutti i candidati senza distinzione ma che in realtà può essere un’arma a doppio taglio: un documento eccessivamente lungo e dettagliato rischia di essere un documento che nessuno leggerà. Dunque, quali sono le caratteristiche di un buon cv, che verrà quasi sicuramente letto da un recruiter senza essere cestinato immediatamente dopo l’invio? Eccone alcune, delle quali tenere a mente se si vuole impressionare un potenziale datore di lavoro.

Scegliere un formato facilmente leggibile

Il formato del cv deve permettere una lettura rapida, che consenta una scannerizzazione veloce alla prima occhiata. Ciò significa che, a meno che non ci si candidi per posizioni creative dove si può giocare di astuzia e appunto creatività, è bebe usare un formato all’interno del quale strutturare tutte le informazioni in maniera semplice ed effettiva;

Definire la lunghezza massima

Un buon curriculum non deve essere lungo più di 2 pagine, altrimenti sarà immediatamente cestinato. In due pagine si possono condensare tutte le informazioni indispensabili, invitando il nostro interlocutore a portare avanti la conversazione se realmente interessato;

Personalizzare la grafica

Anche se si deve scegliere un formato pratico, non è detto che non si possa creare un curriculum personalizzato. Il formato europeo, considerato un classico formato compilativo, è utile per le posizioni governative o necessario se viene richiesto dal datore di lavoro ma è sempre meglio preferirne uno personalizzato, che sia graficamente originale e che contenga tutte le informazioni strutturate in maniera coerente;

Adattare il cv all’offerta di lavoro

Un buon curriculum vitae è adattato in base all’offerta di lavoro per la quale ci si sta candidando: per farlo, basta studiare a fondo l’annuncio di lavoro a cui si risponde e mettere in evidenza, anche usando le stesse parole usate nell’annuncio, le esperienze professionali in quello stesso ambito. In questo modo il selezionatore avrà la possibilità di trovare gli elementi che sta cercando in un candidato senza dover scavare troppo a fondo;

Organizzare le informazioni in maniera coerente

L’organizzazione delle informazioni è fondamentale per presentare un buon cv: mai inserire dati irrilevanti che siano legati alla propria carriera o alla propria istruzione o che siano invece collegati ai propri interessi. Le esperienze lavorative vanno inserite in ordine cronologico dall’ultima alla prima, a patto che siano pertinenti con il lavoro a cui si aspira, e la stessa cosa deve essere fatta nel caso dell’istruzione. Hobby e interessi vanno inseriti solo se davvero unici.

Dati personali

I dati personali vanno sempre inseriti all’inizio: gli immancabili sono ovviamente nome e cognome, seguiti da numero di telefono ed indirizzo email. La residenza è fondamentale per far comprendere subito dove ci si trova mentre età, genere e situazione sentimentale sono dati che non hanno rilevanza per un cv, a meno che non vengano espressamente richiesti.

Social media: si o no?

Oggi i social media vengono usati pressoché da tutti per cui è bene capire a livello personale se sia o meno il caso di inserirli su un cv. Ovviamente devono inserirli coloro che si candidano per posizioni nel marketing online o nel social media management e similari, mentre non sono tenuti a farlo tutti gli altri; ricordare sempre che un datore di lavoro può carpire molte informazioni dai social networks di un candidato, e anche se questi non vengono esplicitati sul curriculum non è difficile reperirli.