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INDAGINE ASCOM, NEGOZIANTI PREOCCUPATI: "PIU' FORZE DELL'ORDINE"

Allarme sicurezza tra i commercianti, aumentano quelli che pensano di armarsi

di Annalisa Andolina luglio - 11 - 2013

di ANNALISA ANDOLINA

L’allarme sicurezza fa aumentare la preoccupazione di commercianti e imprese. Furti, minacce e danni ricevuti sono alla base di un crescente allerta che porta perfino a pensare alla necessità di doversi armare. Accade soprattutto nel centro storico dove – come denunciano il presidente del Centro commerciale naturale Parma centro Filippo Guarnieri e Marina Lazzini del gruppo Profumieri, sono in aumento fenomeni di accattonaggio e degrado. E’ quanto emerge dall‘indagine che Ascom conduce tra i propri associati sulla percezione di sicurezza sul territorio sia cittadino che provinciale.
Tra le oltre 500 attività operanti nei settori del terziario che in forma anonima hanno risposto all’indagine, il 48,7% giudica la situazione seria, il 39,9% tranquilla mentre l’11,3% grave.

“Una situazione non esplosiva – sottolinea Enzo Malanca, direttore generale di Ascom commentando i dati – ma c’è un incremento dell’insicurezza rispetto al 2010“. Se l’indagine non ha fatto emergere particolari segnali sul fronte dei fenomeni criminali più gravi, a destare preoccupazione è invece la microcriminalità.
Innanzitutto i furti, poi vandalismo, droga e scippi sono i reati più frequenti. Del 50% degli intervistati che ha subito in prima persona danni, la metà (un quarto quindi del totale) ne è stata vittima negli ultimi tre anni. Secondo il 79% degli associati la criminalità negli ultimi 3 anni è infatti aumentata, un dato che torna ad avvicinarsi a quello del 2007 (92,2%) in controtendenza rispetto alla diminuzione registrata nel 2010 con il 61,2% di commercianti che ritenevano che la criminalità fosse in aumento.
Scorrendo ancora i dati, l’indagine registra che l‘8% degli intervistati ha subito minacce e intimidazioni e danneggiamenti. 40 persone a fronte delle 25 del 2010.
Fra le cause dell’incremento della criminalità ci sono soprattutto la crisi economica e la conseguente disoccupazione, mentre si abbassa, secondo il parere fornito dagli associati, il dato relativo all’immigrazione.

A mancare è soprattutto un intervento massiccio delle forze dell’ordine, giudicato “insufficiente” dal punto di vista quantitativo dal 44,2% dei commercianti. “La divisa in certi orari soprattutto per i commercianti donna dà un effetto deterrente e anche psicologico”, osserva Malanca riferendo poi che l’introduzione dei vigili di quartieri è ben vista dai commercanti. E se per affrontare il disagio è richiesto comunque un incremento delle pattuglie per far aumentare il senso di sicurezza sulle strade, aumenta il numero delle persone che pensa di che dotarsi di un’arma propria sia utile. Dal 2007 è infatti arrivata al doppio (8,8%) la percentuale di chi indica questa soluzione come efficace.

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    1 Response

    1. redazione Says:

      Dal consigliere regionale, Giampaolo Lavagetto:

      “Preoccupa il dato presentato questa mattina da Ascom – dice Lavagetto- in merito alla crescita di insicurezza e frustrazione manifestato dai commercianti riguardo al tema della sicurezza. Similmente, si rende necessaria anche un azione di facilitazione per la prevenzione dei fenomeni di incivilta’ che talvolta accadono durante la cosiddetta movida cittadina, alla cui risoluzione non possono esse chiamati a rispondere i soli esercenti dei locali presenti. Alla luce della prossima revisione sulla legge regionale di disciplina della polizia amministrativa locale e della promozione di un sistema integrato di sicurezza, in calendario per la prossima seduta di consiglio, l’assemblea legislativa regionale ha l’occasione per introdurre efficienti proposte, in sinergia con gli Enti locali, le associazioni di categoria e le Autorità preposte, per dare risposte concrete a questa grave situazioni. Infatti, tra le principali finalita’ della legge n.24 del 4 dicembre 2003, vi è quella della riduzione dei fenomeni di illegalità e inciviltà territoriale attraverso una azione di promozione e potenziamento del sistema di sicurezza integrato. L’auspico, quindi, e’ che la regione Emilia Romagna sappia fornire il suo importante contributo in merito ad un tema che ormai ha caratteri di vera emergenza locale.”

      Posted on luglio 11th, 2013 at 17:31

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