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quotidiano web indipendente - lun-15-settembre-2014

AL CONVEGNO DEL 'BORGO' ESPERTI A CONFRONTO CON LE ISTITUZIONI SULLA GESTIONE SOSTENIBILE

Rifiuti, Folli: “Piano provinciale da preistoria”, Castellani: “Noi allineati con l’Europa”

di Annalisa Andolina marzo - 21 - 2013

di ANNALISA ANDOLINA

Gestione sostenibile dei rifiuti al centro del convegno organizzato dall’associazione ‘Il Borgo‘ giovedì pomeriggio all’Hotel De La Ville. Ad arricchire l’appuntamento, promosso in collaborazione con Ascom, una tavola rotonda sul caso Parma in cui gli interventi dell’assessore all’ambiente del Comune Gabriele Folli e di quello provinciale Giancarlo Castellani, hanno dato vita a un dibattito sulle vie da percorrere in tema rifiuti: quella dell‘incenerimento intrapresa dalla Provincia si contrappone al trattamento meccanico biologico favorito dall’amministrazione. Lo scontro è sulla visione del piano provinciale di gestione dei rifiuti.

Tanti gli argomenti legati ai rifiuti presentati dal presidente del Borgo Paolo Scarpa: dai nuovi approcci innovativi alla materia, alle necessità di trasparenza in tema di monitoraggio sanitario e tariffazione. Non ultimo il dibattito sul termovalorizzatore, al centro da tempo della discussione politica cittadina. “Al di là della polemica – come sottolineato da Scarpa – c’è l’esigenza di comprendere le prospettive future grazie al contributo di esperti e istituzioni”. La parola d’ordine al centro della discussione è “sostenibilità“.
L’esigenza focalizzata da Rosanna Laraia – ricercatrice di Ispra – è quella di non considerare il sistema dei rifiuti come un “sistema chiuso”, ma in linea con un uso sostenibile delle risorse e capace di “coniugare le politiche delle energie rinnovabili, quelle dei trasporti e quelle alimentari”. Gli obiettivi posti dall’Unione Europea – azzeramento dello smaltimento in discarica e massimo riciclo dei materiali e delle enerige – cozzano con le performances ambientali registrate dall’Italia. Mentre la Commissione Europea indica di raggiungere la soglia del 50% di rifiuti riciclati entro il 2020, nella penisola i rifiuti urbani che vanno a finire in discarica nel 2010 sono ancora il 49%. Tutto ciò a fronte della “mancanza di un piano nazionale di gestione dei rifiuti e di un sistema normativo omogeneo“, osserva la Laraia.
Accanto a lei, tra gli esperti relatori al convegno, Luciano Morselli – professore di Chimica industriale all’Università di Bologna- illustra l’importanza del Sistema Integrato di Gestione Rifiuti volto al recupero e alla sostenibilità. Lo smaltimento del rifiuto è solo l’ultima tappa di un percorso che va dalla prevenzione, alla preparazione al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero dell’energia di un prodotto. Indispensabile, secondo Morselli, anche l’industrializzazione del rifiuto che permetta quella “simbiosi industriale” per cui il rifiuto diventa materia prima per una nuova industria. A porre l’attenzione sull’importanza dei controlli e dell‘impatto ambientale delle emissioni da incenerimento dei rifiuti è Gaetano Settimo dell’Istituto Superiore di Sanità.

CASO PARMA - Apre la tavola rotonda sul caso Parma un intervento ‘di parte’ a difesa dell’incenerimento dei rifiuti. “All’interno del rispetto della gerarchia volta al recupero dei rifiuti con il sistema integrato – dichiara Nadia Ramazzini del Cewep, confederazione degli impianti inceneritori europei – i termovalorizzatori, sfruttando il potere calorifero dei rifiuti, permettono di produrre energia sostenibile in sostituzione dei combustibili fossili, affidabile e disponibile sul territorio”.

Sul fronte della sicurezza Gianluca Pirondi dell’Ausl di Parma interviene per illustrare il piano di monitoraggio già presentato (leggi) predisposto in collaborazione con l’Arpa e l’Università per vigilare sugli effetti sanitari di ricaduta che avrà il termovalorizzatore in costruzione ad Ugozzolo. “I monitoraggi partiti nel 2010 permetteranno di avere un quadro della zona precedente all’avvio dell’impianto del Paip”. I controlli saranno svolti sulla filiera zootecnica e su quella agronomica, a questi si aggiunge la sorveglianza a lungo e breve termine sulle condizioni sanitarie della popolazione e dei lavoratori del Paip e sulle matrici alimentari dell’area di deposizione delle emissioni.

A Parma, però, c’è un piano provinciale di gestione dei rifiuti da “preistoria”, secondo l’assessore comunale Folli. Davanti alla strada intrapresa anni fa dalla Provincia con l’autorizzazione al Paip, l’arma ribadita dall’amministrazione è appunto quella di un rigido controllo sulle emissioni. Il modello su cui l’amministrazione vuol scommettere è invece quello del trattamento meccanico-biologico a freddo perseguito a Reggio Emilia, ma “non potrà essere solo il Comune a scegliere questa strada, serva volontà politica”. Sulle tariffe dei rifiuti l’assessore ribadisce per il futuro la proiezione dei 168euro a tonnellata che “deve tener conto dei costi per la realizzazione dell’inceneritore”. A fronte dell’elevato importo di Parma rispetto ad altre città, Folli risponde che il piano tariffario è frutto di un unico “pentolone” in cui confluiscono i diversi servizi forniti da Iren, “se sconto da una parte devo alzare dall’altra”, spiega l’assessore.

“Contesto che il piano di gestione di rifiuti sia vecchio – esordisce l’assessore Castellani, replicando che invece “è attuale e allineato con l’Europa. Il piano della Provincia “non è l’incenerimento”, prosegue,  ”quello è una fase finale complementare alle altre attività svolte finora per la riduzione dei rifiuti. Castellani, ribadendo gli ottimi risultati in tema di incremento della raccolta differenziata in provincia, attacca invece gli “slogan” dell’amministrazione comunale del passato che hanno portato agli scarsi risultati registrati nel capoluogo. In tema di tariffe sottolinea l’impegno “preteso” da Iren in sede autorizzativa del Paip affinchè venisse rispettato il valore delle tariffe del 2008, oggi aggiornato intorno ai 170euro. “Ci sarà una riduzione del costo riferito allo smaltimento ma difficilmente il cittadino lo vedrà perchè incide sul totale della tariffa del 25-30%“. Sul Tmb invece replica: “Non è attività di smaltimento in senso stretto, Reggio chiude l’inceneritore ma farà leva sulle discariche per anni, quando invece l’Europa chiede di abolirle. Con il Tmb il materiale viene trattato e reso inerte, ma il 21,5% va portato fuori in quanto combustibile da rifiuto”. Folli risponde invece che il modello di Reggio sta progredendo verso il recupero. Il professor Morselli interviene a precisare che il trattamento a freddo “fraziona le parti, ma poi le valorizzazioni per il recupero vanno fatte con ulteriori trattamenti. Bisogna comparare l’incenerimento e il Tmb per valutare il ciclo di vita del rifiuto”. La sua proposta è di abbinare le strategie di Parma e Reggio Emilia. Peccato che i rifiuti non si possano però portare fuori provincia, come ricorda Folli.

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